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Hasbro Story – Battaglia Navale

Tra i tanti percorsi che affronteremo lungo questo viaggio che ci condurrà verso Battleship, adattamento cinematografico del famoso gioco Battaglia Navale diretto da Peter Berg, ce ne sarà anche uno riguardante la Hasbro e i numerosi giochi da lei prodotti e realizzati. Ovviamente il primo appuntamento non poteva che essere dedicato a Battaglia Navale.

Nato come “gioco di carta e matita”, Battaglia Navale è uno di quei passatempi che difficilmente potranno passare di moda. Prima di tutto perché chiunque può giocarci allestendo da solo il suo campo di battaglia e in secondo luogo perché si tratta di un gioco di strategia in grado di tenere bene allenata la mente.

Per giocare occorrono quattro tabelle (o griglie) di uguali dimensioni (che però non sono standard), due per ogni giocatore. Le tabelle sono divise in quadretti, identificati per coppie di coordinate come dimostra quest’immagine:

All’inizio del gioco i partecipanti devono disporre le proprie navi su una delle due griglie, che dovrà rimanere nascosta per tutta la durata della partita. Ogni nave ha una dimensione diversa e occupa un certo numeri di quadretti seguendo una linea orizzontale o verticale della tabella. Una volta posizionata la propria flotta, i giocatori devono a turno tentare di “colpire e affondare” le navi del proprio avversario, sparando un colpo virtuale che corrisponderà ad un preciso quadretto della griglia (ad esempio A-5). L’avversario deve controllare la propria tabella e far notare al giocatore se il colpo è andato a buon fine (Colpito) o meno (Acqua). Una volta sparato il colpo si deve segnare l’esito sulla griglia vuota. Chi abbatte l’intera flotta nemica per primo vince.

Vi ricordiamo che su Amazon.it è possibile acquistare diverse versioni, più o meno tecnologiche, di questo gioco.

La storia di Battleship sarà incentrata su un immenso scontro navale tra terrestri e alieni. Una battaglia epica raccontata da entrambi i punti di vista. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal Blog.

Filippo Magnifico