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Tra le onde del cinema, Gli ammutinati del Bounty (1962)

Proseguiamo il nostro viaggio tra i classici “navali” del cinema con Gli ammutinati del Bounty, film diretto nel 1962 da Lewis Milestone. Per leggere i precedenti appuntamenti con “Tra le onde del cinema”, dedicati a Pirati dei Caraibi e Master and Commander, cliccate qui e qui.

La storia dell’ammutinamento della nave inglese Bounty è vera, e da sempre affascina cinema e letteratura. Delle versioni realizzate nel cinema americano, vogliamo ricordare la seconda, basata sul romanzo di Charles Nordhoff e James Norman Hall e interpretata da Marlon Brando, Richard Harris, Trevor Howard e Hugh Griffith. La trama è presto detta: nel 1787, la nave inglese Bounty salpa verso Tahiti con l’intento di trasportare i frutti dell’albero del pane in Giamaica, per dare da mangiare agli schiavi a poco prezzo. Il capitano William Bligh (Howard) governa la nave con il pugno di ferro: decide unilateralmente per una rotta attorno a capo Horn, ma la strategia fallisce e costa molto tempo alla spedizione. Bligh decide di ovviare sfruttando i suoi uomini oltre il limite, e crea malcontento tra l’equipaggio, compreso il primo ufficiale Fletcher Christian (Brando). Quando il Bounty giunge a Tahiti, viene trattenuto in attesa che l’albero del pane produca i suoi frutti, e nel frattempo l’equipaggio si gode il paradiso tropicale abitato da donne bellissime e abituate all’amore libero. Ma presto Bligh riconduce il Bounty in mare, e l’esasperazione dell’equipaggio porta Christian a decidere per l’ammutinamento. Bligh viene allontanato dalla nave con i suoi seguaci su una piccola imbarcazione, ma farà ritorno in Inghilterra. Christian si nasconde col resto dell’equipaggio nell’isola di Pitcairn, per sfuggire alle ire dei superiori…

Gli ammutinati del Bounty è un classico del cinema americano, interpretato da attori di enorme levatura e ricco di personaggi indimenticabili. Brando e Harris erano all’apice della carriera e la fanno da padroni con grande facilità. Le loro performance sono ben servite dall’esperta regia di Lewis Milestone, che sostituì Carol Reed all’ultimo minuto, forse a causa dell’influenza di Brando. Pare infatti che Brando abbia avuto un comportamento dispotico durante la lavorazione, spingendo a continue riscritture della sceneggiatura di giorno in giorno (causa di cattivi rapporti con il resto del cast) e sfruttando gli imponenti rifornimenti e i mezzi messi a disposizione dalla MGM per organizzare party sontuosi. Brando ha sempre negato tutto, sostenendo che il vero motivo per cui il film superò il budget previsto furono alcuni errori commessi dai produttori. Una lavorazione davvero travagliata, che però alla fine ha portato a casa un prodotto funzionale che sa intrattenere ancora oggi.

A seguire, il trailer originale del film.

Leotruman