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Battleship, intervista esclusiva al regista Peter Berg.

Ce lo avevano già mostrato le prime immagini e il trailer, ma ne abbiamo avuto la conferma definitiva dopo l’incontro a Roma con il regista Peter Berg: sarà pure ispirato a un celebre gioco da tavolo, ma Battleship sarà tutt’altro che un tranquillo passatempo di strategia. Anche se non completamente montato, privo dei ritocchi definitivi e di molti degli effetti speciali che promettono di essere uno dei suoi punti di forza, il nuovo film Universal mischia fantascienza, action e intrattenimento dispensando ampie dosi di adrenalina, come abbiamo potuto vedere nelle sequenze inedite che ci sono state mostrare oggi dal suo stesso creatore in anteprima assoluta, durante una delle tappe promozionali di Battleship. Purtroppo non possiamo svelarvi i contenuti delle scene, che dovranno rimanere ancora top secret. Intanto possiamo però parlarvi dell’entusiasmo del regista e attore Peter Berg, che ci ha rivelato nuovi dettagli sull’ottimo rapporto instaurato con la Marina degli Stati Uniti, che ha permesso alla produzione di girare per la prima volta sulle navi militari chiamate Destroyers, oppure di Rihanna, la popstar che qui fa il suo debutto sul grande schermo.  È non è l’unica, dato che alle riprese hanno partecipato veri marinai sia statunitensi che giapponesi e di altre nazionalità.


“Se guardate al cinema di oggi, vedrete che c’è una categoria particolare di film, che io chiamerei super-movies. Sono i vari Avatar, Transformers, Harry Potter, Iron Man, e Battleship ha tutte le caratteristiche di queste pellicole, girate da professionisti di talento e con un alto budget – ci ha detto il regista – ma soprattutto in grado di raggiungere gli spettatori di tutto il mondo con il loro appeal internazionale”. Non c’è nemmeno bisogno di un cast iperbolico. Certo, Rihanna è un personaggio molto noto, e si trova al fianco di un veterano come Liam Neeson e della shooting star Taylor Kitsch, ma, assicurano i produttori, la vera star del film è l’idea che vi è al centro: quella di una spettacolare battaglia tra le armate navali terresti e aliene, che si affrontano senza potersi vedere l’un l’altra sui radar, un po’ come nel gioco Hasbro, e con l’aiuto di una massiccia dose di effetti speciali curati dalla famosissima Industrial Light & Magic.

Peter Berg, com’è stato lavorare con una superstar come Rihanna che non aveva mai recitato sul grande schermo?
Essendo stato anch’io un attore, vi posso dire che non c’è nessun segreto, nessuno ha la bacchetta magica. Sono profondamente convinto che tutti possano diventare grandi interpreti se lo desiderano davvero. Personalmente mi piace andare al cinema e trovare attori mai visti prima sullo schermo. In Battleship ce ne sono molti che non hanno mai recitato prima ma in cui abbiamo trovato le giuste caratteristiche. Tra loro non c’è solo Rihanna, ma anche l’attrice Brooklyn Decker. Nel suo caso, però, sarò sincero, l’abbiamo scelta perché volevamo un’interprete che fosse il più sexy possibile e che sapesse anche recitare un po’. Non è stato facile ma alla fine siamo stati fortunati.

Ha qualche aneddoto da raccontarci su Rihanna?
Vi svelerò un segreto, ma non ditelo a nessuno: lei sa volare! Scherzi a parte, sul set è stata molto professionale, era la prima ad arrivare e l’ultima ad andarsene. Mi ha sempre chiesto di non riservarle un trattamento privilegiato, di farla lavorare come gli altri e di non lasciarla andar via senza aver tirato fuori da lei il massimo. Non ha mai perso tempo con telefonate o autografi, voleva davvero essere una brava attrice. Se c’è un episodio che vi posso raccontare, è di quando l’ho trovata in un momento di pausa seduta sugli scalini della sua roulotte a leggere tranquillamente un libro. Ero stupito, perché si tratta comunque di una grande star, ma Rihanna mi ha confessato che era la prima volta che riusciva a prendersi un attimo per leggere in pace. Ha cominciato la sua carriera molto giovane e da allora è sempre stata sotto pressione, credo che non le sia dispiaciuto smettere di fare la superstar per un po’.

Cosa ci dice invece del protagonista, Taylor Kitsch, con cui ha già lavorato nella serie tv High School Team (in originale Friday Night Lights)?
Taylor mi piace perché trovo che sia una commistione perfetta di più qualità. Non solo è un gran bel ragazzo, ma è anche molto divertente e a differenza di altri suoi giovani colleghi di bell’aspetto ha la rara dote di non prendersi troppo sul serio. Questo secondo me lo rende molto più affascinante degli altri, è come avere un mix tra Brad Pitt e Nicolas Cage.

Ha detto che è stato un attore, vuol dire che non tornerà davanti alla macchina da presa?
Veramente c’è un mio cammeo anche in Battleship. Amo recitare ma ormai non posso permettermi di allontanarmi interi mesi per girare i film diretti da altri registi, quindi capita molto più di rado.

Sembra che James Cameron abbia criticato Battleship definendolo un esempio della scarsa immaginazione della Hollywood di oggi, che arriva a prendere spunto perfino dai giochi da tavolo.
Difficile dire cosa sia passato nella testa di Cameron per fare un’affermazione del genere. Vi assicuro che questo film è stata la più grande sfida creativa che mi sia mai capitato di affrontare. Il fatto che si ispiri a Battaglia Navale ha effettivamente suscitato qualche scetticismo, ma  ci sono altri film che hanno il nome di giocattoli, come Transformers, e hanno avuto un enorme successo. Inoltre, in Battleship il legame con il prodotto della Hasbro è solo un trampolino di lancio. Dietro al nome ci sono solo idee originali: non prendiamo nemmeno spunto da un fumetto o da personaggi già noti, per cui non mi sento di prendere troppo in considerazione tali critiche.

A proposito di Transformers, la formula sembra simile: piccoli esseri umani contro enormi esseri robotici.
Non credo, i due film sono molto diversi. Come tutti sanno, ci saranno degli alieni, che però in proporzione non saranno molto diversi dagli esseri umani, come dice la teoria di Stephen Hawking. Anche le loro astronavi non sono molto più grandi dei Destroyers terrestri. Sono della nostra stessa taglia perché non volevo assolutamente dare l’idea di creature di un altro mondo con cui è impossibile competere. Non saranno dei mostri spaventosi e inimmaginabili,  ma un nemico alla portata degli esseri umani. Per quanto riguarda Transformers, possiamo semmai dire che aspiriamo a creare quel tipo di film, estremamente popolare, adatto per gli spettatori di tutto il mondo senza distinzione di età o di genere. Per il resto, l’esperienza offerta da questi film è completamente diversa.

È prevista anche una versione in 3D?
No, il 3D mi fa venire il mal di testa!

Laura Croce